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Secondo una leggenda in Sicilia ci sono fate che ubbidiscono tutte alla più potente di loro che abita a Messina; volano tutte in cielo e scendono invisibili a visitare le case. Devono trovare le case che visitano lustrate e pulite da cima a fondo, le lenzuola candide, il fornello lucidato, i vetri e il focolare risplendenti. Se la casa che visitano non è tutta spazzata e tutta in ordine si arrabbiano e sono capaci di punire con guai di vario genere chi ha trascurato di accoglierle con il garbo dovuto. Sulla tavola è bene preparare per loro dei cibi ma badando bene che siano senza sale, perché così esse esigono. Per invocare la visita e la protezione di una fata è necessario ardere prima di mezzanotte foglie di alloro, di rosmarino e di un'altra erba chiamata mancivi e, mentre le erbe bruciano è necessario recitare queste parole: Ti salutu re di lu Suli Ti salutu re di la Luna Ti salutu stidda 'ndiana Beni aspettu 'ntra settimana (Ti saluto re del sole, ti saluto re della luna, ti saluto stella indiana, bene mi attendo in questa settimana) Il profumo che sprigionano le erbe bruciando richiama le fate che arrivano entrando per le fessure o per il buco della serratura. Verso l'alba si congedano una dall'altra per darsi appuntamento alla volta successiva. Le virtù di una fata siciliana sono un'anima serena e luminosa, la bellezza, il senso della giustizia, la virtù del silenzio di chi sa mantenere i segreti, la virtù dell'obbedienza ma soprattutto la capacità di amare. Le fate che peccano contro queste virtù vengono trasformate in rospi che continuano a conservare le proprie capacità magiche.
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